Agostino Bova: operaio Fiat uccide e si uccide. Alcune ipotesi



Era depresso e si sentiva profondamente umiliato per un licenziamento che riteneva ingiusto. In più a 56 anni non sapeva più cosa inventarsi per trovare un altro lavoro e tirare avanti con la famiglia. Potrebbe esserci tutto ciò dietro al gesto di un ex operaio della Fiat di Termini Imerese, Agostino Bova, che ieri ha ucciso la moglie Margherita Carollo, ha sparato alla figlia Ornella e poi si è suicidato. L’uomo aveva perduto il lavoro circa un anno e mezzo fa per un provvedimento disciplinare. Era stato accusato di aver usato il badge di un collega per scaricare buoni pasto, secondo i sindacati un «furto» di 55 euro. «Futili motivi — attacca il sindaco di Termini Salvatore Burrafato — che in altri tempi avrebbero comportato solo un richiamo. Ma la grande Fiat sa anche usare il pugno forte» . Anche gli ex colleghi e gli amici parlano di «una sanzione esagerata che lo aveva ridotto sul lastrico. Era profondamente depresso e in più doveva fare i conti anche con la depressione della moglie» . Se ci sia realmente questo dietro il suo gesto potrà rivelarlo forse la figlia Ornella, 30 anni, unica superstite del raptus di follia che si è consumato in una palazzina popolare vicino alla stazione ferroviaria. Dopo aver ucciso la moglie, Bova ha sparato alla figlia alla testa e credendola morta si è suicidato. Ma il colpo di pistola le ha trapassato il cranio senza fare danni: la tac ha escluso lesioni. E nonostante fosse ferita Ornella è riuscita a dare l’allarme chiamando al telefono il fidanzato. La notizia della tragedia famigliare di Bova ha raggiunto la delegazione dei sindacati Fiat mentre a Roma incontravano i vertici dell’azienda. Tutti parlano di «tragedia frutto della disperazione» . Duro anche il governatore Lombardo: «Quando ci si comporta da farabutti, i lavoratori vengono portati all’esasperazione e si arriva alla disperazione» .

calcioa.it

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