Protesta nel penitenziario di Termini Imerese


 Sale la tensione nelle carceri e negli istituti minorili, dove le celle sono spesso troppo affollate e il personale è ridotto all'osso. Protesta pacifica dentro al carcere di Termini Imerese. Una decina di detenuti da ieri (27 maggio) pomeriggio non è rientrata nelle celle ed è rimasta nei corridoi per tutta la notte. La protesta pare sia da collegare ad alcuni provvedimenti disciplinari adottati dalla direzione del carcere nei confronti di alcuni detenuti. «Mancano protocolli per gestire queste situazioni - dice Gioacchino Veneziano segretario della Uilpa Sicilia (nella foto) - su questo ci dovrebbero essere delle direttive chiare. Se usiamo la forza veniamo denunciati per tortura. Servono regole precise altrimenti si rischia che queste proteste di possano allargare a macchia in tutti i penitenziari». Incendi e risse nel carcere minorile di Catania. Quattro poliziotti in ospedale. È quanto denuncia Gioacchino Veneziano segretario regionale della Uilpa polizia penitenziaria. «La situazione drammatica negli istituti per minori, con la divulgazione di eventi con alto impatto mediatico racconta una realtà che nelle carceri minorili è totalmente diversa. Ieri notte - dichiara Veneziano - due detenuti stranieri provenienti dal Cesare Beccaria di Milano hanno incendiato due celle, nelle operazioni di salvataggio tre poliziotti penitenziari sono stati intossicati dai fumi della combustione e obbligati al trasporto in ospedale per le cure del caso. Inoltre sempre ieri, - aggiunge il sindacalista - a conferma dell’altissima tensione che si registra nella struttura Catanese, un poliziotto penitenziario si è fratturato un braccio mentre divideva due detenuti che litigando si stavano prendendo a pugni e testate». (Fonte: Gds)

L'annuncio del ministro Urso a Palermo: Pelligra pronto a insediarsi nell'area ex Fiat di Termini Imerese


Il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso, presente al Teatro Massimo di Palermo per la firma dell’accordo sui fondi di coesione tra governo e Regione Siciliana, è tornato sulla vicenda dell’area ex Fiat ed ex Blutec dell’agglomerato industriale di Termini Imerese. «L’assegnatario - ha detto con riferimento al gruppo Pelligra - prenderà possesso dell'area nei prossimi giorni, con l'augurio che diventi presto un grande parco industriale».

Ma sull'operazione pende come una spada di Damocle il ricorso della cordata esclusa. «L’assegnazione - ha detto il ministro - è avvenuta su una procedura che era ferma da diversi anni, mi auguro che il Tar dia ragione al ministero. Noi abbiamo operato al meglio, in piena trasparenza e siamo assolutamente certi che tutte le procedure sono state regolari. Poi il Tar si esprimerà come ritengono i giudici amministrativi. Abbiamo la coscienza a posto, abbiamo fatto tutto al meglio, nell’interesse generale e nell’interesse dei lavoratori che, finalmente dopo 12 anni di cassa integrazione, che non può più esser prorogata perché l’azienda altrimenti verrebbe messa in liquidazione, abbiamo consentito loro di poter tornare a lavorare in un grande progetto di rinascita industriale dell’area».

Alla domanda dei giornalisti su cosa accadrebbe se il Tar dovesse accogliere il ricorso dell’impresa che è stata esclusa dal bando del ministero, Urso ha replicato: «Io guardo sempre alle migliori ipotesi. Come avete visto in ogni caso siamo pronti essendo un governo che ha una visione strategica. E credo che questa visione strategica possa trovare piena efficacia proprio in Sicilia».

Il ministro ha mostrato attenzione anche per Catania. «Si sta sviluppando nell’Etna Valley - ha detto - il principale polo di tecnologia green, con l’attuazione del più importante stabilimento fotovoltaico dell’Europa mediterranea, e di tecnologia digitale, con investimenti di carattere elettronico che saremo in grado di annunciare nei prossimi giorni». Guardando ad altre aree dell’Isola, ha detto che «in Sicilia siamo inoltre impegnati nella rigenerazione di altri due poli industriali: quello della chimica green tra Gela e Priolo, che potrebbe essere all’avanguardia in Europa nella transizione ecologica».

Fonte: gds

Gli agenti della Polizia di Stato nelle ore scorse hanno arrestato un giovane di 35 anni di Termini Imerese sorpreso a rubare


Gli agenti della Polizia di Stato…, nelle ore scorse hanno arrestato un giovane di 35 anni di Termini Imerese sorpreso a rubare dentro l’attività commerciale Radici piccolo museo della natura in via Gagini a Palermo.

A lanciare l’allarme una delle titolari…, Raffaella Quattrocchi che su cellulare aveva visto una persona aggirarsi dentro il locale. Il giovane aveva uno zainetto in spalla e indossava un cappellino da baseball. Gli agenti di Polizia lo hanno perquisito e dentro lo zaino sono stati trovati alcuni tablet, soldi in contanti, un carnet d’assegni e alcuni attrezzi da scasso come tronchese e trapani e generi alimentari.

L’attività…, era stata messa a soqquadro e la porta che si trova sul retro forzata. Il giovane è stato portato in Questura.

messinamagazine.it

Siccità, prende quota l'ipotesi di realizzare un dissalatore a Termini Imerese: la presa a mare c'è già

 

La presa a mare c’è già e l’esistenza di una condotta in grado di prelevare l’acqua salata permetterebbe di risparmiare tempo e denaro nel raggiungimento dell’obiettivo: installare un dissalatore a Termini Imerese e scongiurare razionamenti delle risorse idriche a uso potabile su Palermo e provincia. È una delle idee sotto esame nella cabina di regia istituita e guidata dal presidente della Regione, Renato Schifani, per domare l’emergenza siccità nell’Isola, e per quanto appreso dal nostro giornale potrebbe rappresentare il prossimo step del cronoprogramma delineato dai dieci membri (tra tecnici e professori accademici) che costituiscono la task force, dopo la rigenerazione dei pozzi già messa in cantiere.

Molto più di una ipotesi, dunque, ma il condizionale è ancora d’obbligo, anche sulla spesa necessaria alla realizzazione, legata al tipo di impianto, che potrebbe essere mobile – dunque non permanente, contingentato all’attuale situazione di criticità – e preso a nolo. Quel che è certo, è che il personale specializzato della Protezione civile sta svolgendo dei sopralluoghi nei dissalatori già presenti in Sicilia, ma fuori uso, quelli di Porto Empedocle, Paceco-Trapani e Gela – il primo dismesso da oltre un decennio gli altri da più di un ventennio – per capire se possono essere ammodernati e riattivati senza far passare l’anno, allontanando così lo spauracchio dei tagli idrici nel versante sud-occidentale dell’Isola, lì dove la siccità, assieme all’area del Palermitano, ha ridestato l’allerta sui volumi d’acqua potabile disponibili, mentre a oriente la spia rossa riguarda soprattutto le rispose destinate all’irrigazione.
Ovviamente, usare gli impianti preesistenti consentirebbe un bel risparmio, anche qui di soldi – che arriverebbero comunque da Roma, se e quando sarà dichiarato lo stato d’emergenza chiesto dalla Regione, ma non dovrebbero esserci dubbi in tal senso – e di tempo: la carrozzeria c’è già, bisognerebbe “solo” pensare al motore, che potrebbe (e dovrebbe) essere riattivato non più tardi di Ferragosto, un periodo entro il quale, fanno notare dalla cabina di regia, si possono gestire con relativa tranquillità le risorse idriche a uso domestico presenti in questo momento. I costi, comunque, non sarebbero di poco conto, perché anche se il prezzo di un metro cubo d’acqua dissalata è calato rispetto a dieci o vent’anni fa, oggi si aggira su quote tre volte più alte rispetto all’acqua potabile, per non parlare delle spese di trasporto e dello smaltimento della salamoia prodotta dalla dissalazione. Per le verifiche ci vorrà ancora qualche giorno, tanto che la nuova riunione della task force, prevista con Schifani lunedì prossimo, slitterà con ogni probabilità a mercoledì. Altra certezza, è che nel versante orientale il quadro è ancor più fosco, quantomeno sul fronte dell’agricoltura e della zootecnia, perché gli invasi Ogliastro e Pozzillo sono quasi a secco, e i lavori, già appaltati, che questa estate (si spera) permetteranno di sollevare 800 litri di acqua al secondo con nuove pompe dal lago di Lentini non risolveranno i guai degli agrumicoltori della Piana di Catania. Vanno meglio i bacini Ancipa e Ragoleto, ma lì la maggior parte della risorsa, da anni, viene canalizzata ad uso domestico. L’idea, al momento, è quella di continuare sulla strada dei pozzi, non solo rigenerando quelli scarichi, ma creandone altri con le trivellazioni.
Fonte: gds.it

Allarme bomba nel sottopasso Fs a Termini Imerese, rientrato

 

Allarme bomba questa mattina per la presenza di una valigia sospetta sotto il ponte della ferrovia, nella via Ugo Foscolo, a Termini Imerese (Palermo), nelle vicinanze di un supermercato.

Sono intervenuti i carabinieri del reparto territoriale e gli agenti del commissariato di polizia che hanno isolato l'area che hanno bloccato il traffico.

Gli artificieri hanno fatto brillare la valigia e scongiurato la presenza di esplosivo.
   

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